Valori intergenerazionali

Valori

Cosa significano oggi per noi e che cosa è rimasto alle generazioni attuali dei valori per i quali ci siamo battute negli anni ‘70? 

Il progetto nasce dagli incontri del lunedì del Luganese, gruppo di riflessione attivo dal 2014 al 2016, le cui riflessioni sono state raccolte nella pubblicazione Donne di AvaEva si raccontano. La domanda attorno alla quale si è sviluppato il percorso del gruppo Valori intergenerazionali era la seguente: “Quale significato hanno oggi per noi e quanto alcuni valori acquisiti da noi donne cresciute negli anni del femminismo – anche se non necessariamente con un coinvolgimento diretto – hanno influenzato i percorsi delle generazioni delle nostre figlie e nipoti?“

Dopo un periodo di letture e discussioni sulle rappresentazioni e gli stereotipi legati ai ruoli maschili e femminili in famiglia e nella società nelle varie fasi della vita, si sono avviati due filoni di approfondimento: uno con testimonianze orali e scritte sul significato del femminismo nei percorsi di vita delle donne della nostra generazione; l’altro con la preparazione e l’inizio della realizzazione di interviste qualitative con giovani donne su temi come il lavoro, la famiglia, l’educazione, i valori.

Informazioni: 

Anita Testa-Mader, e-mail, cell. +41 79 637 76 88
Sonja Crivelli, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., cell. +41 76 440 42 94

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Prossimi incontri

Lunedì 16 marzo 2020 ore 9.30-11.30  Generazione Più - Anziani OCST,  via B. Lambertenghi 1, 6901 Lugano
Tema: Educazione di genere. Le nostre esperienze come nipoti, figlie, madri, nonne.

Informazioni: Anita Testa-Mader, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., cell. 079 637 76 88; Sonja Crivelli, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., cell. 076 440 42 94


Incontri precedenti

10.02.2020 – Ageismo, una realtà da conoscere
Dopo una discussione iniziale sulle domande relative al tema “educazione” al centro del prossimo incontro del 16 marzo, e alcuni aggiornamenti in merito alle attività proposte in preparazione dell’8 marzo, l’incontro è stato dedicato all’ageismo.

 “ E’una parola ancora poco diffusa in italiano, un concetto che sfugge ai più, ma sul quale si concentra un’attenzione crescente. Si tratta dell’ageismo, definito come una forma di pregiudizio e discriminazione ai danni di un individuo in ragione della sua età. In particolare viene utilizzato per definire comportamenti che svalorizzano le persone anziane. Comportamenti sovente animati da buone intenzioni e di cui le vittime non sempre sono consapevoli” (…) “Sebbene sia entrato nel dizionario Treccani solo tre anni fa, ageismo – dall’inglese ageism a sua volta composto da age (età) e dal suffisso ism – è un termine che risale alla fine degli anni Sessanta. Fu coniato nel 1969 dallo psichiatra e geriatra statunitense Robert Butler proprio in analogia e assonanza con razzismo e sessismo. Diversamente da questi fenomeni tende però a manifestarsi in maniera poco eclatante e quindi emerge con maggiore difficoltà. (Stefania Hubmann, Ageismo, una realtà da conoscere, Azione, 18.11.2019).

https://www.azione.ch/de/societa/dettaglio/articolo/ageismo-una-realta-da-conoscere.html

Dopo una presentazione di questo e altri articoli sul tema (Barbara S.), la discussione si è concentrata su vari aspetti: dimensioni quantitative del fenomeno, nostre esperienze personali nella vita quotidiana come “vittime” ma anche consapevolezza che anche noi possiamo integrare stereotipi nei confronti di persone più anziane di noi, specificità dell’ageismo nei confronti delle donne.
Si sono pure trattati argomenti correlati come i limiti del concetto di invecchiamento attivo (e lo stereotipo della persona vecchia ma sempre in forma spesso veicolato dalla pubblicità, come se il non esserlo fosse una colpa), la difficoltà di passare dal ruolo di chi cura a quello dell’essere curate.  
Un altro tema legato a questi comportamenti è quello dell’ABUSO E MALTRATTAMENTO DELL’ANZIANO ALL'INTERNO DEL SISTEMA OSPEDALIERO E STRUTTURE SOCIO ASSISTENZIALI. (articolo di Debora  Schianchi, Published on 2017 M06 14).

https://www.linkedin.com/pulse/abuso-e-maltrattamento-dellanziano-allinterno-del-socio-schianchi

L’autrice afferma che “Ad oggi l’Ageismo risulta essere una forma di discriminazione in rapida espansione, perpetrata sia dalle istituzioni a cui gli anziani maggiormente accedono (sistema sanitario e previdenziale) che dal sistema formativo e professionale: scarsità di progetti educativi dedicati agli anziani, la mancanza di una formazione geriatrica strutturata orientata agli operatori che prendono in carico gli anziani. Non si deve sottovalutare il fatto che l’Ageismo ancora presente nel settore dei servizi sanitari influenza negativamente la loro qualità”.

Un interessante articolo del quotidiano  “il manifesto” intitolato Si chiama ageismo, è la forma del razzismo contro i vecchi sottolinea inoltre come “Gli stereotipi e i pregiudizi più diffusi sono quelli per cui tutti gli anziani sarebbero immobilisti, conservatori, reazionari, inoperosi; e/o abbienti, privilegiati, potenti, perciò accusati d’impoverire i giovani, di occupare abusivamente posti e ruoli di prestigio, di rubare il lavoro”. E ancora: “In Occidente, tra le ragioni dell’ageismo v’è la rimozione della finitezza, così tipica del nostro tempo: le persone anziane testimoniano che la morte è ineluttabile e la decadenza fisica assai probabile. Il paradosso è che coloro che coltivano pregiudizi verso i “vecchi” contribuiscono a condannare se stessi all’appartenenza futura a una categoria svalorizzata o stigmatizzata.

Ma vi sono anche i mutamenti sociali che hanno investito la struttura e il ruolo della famiglia, non più allargata ma mononucleare, in quanto tale tendente a estromettere gli anziani. Si aggiunga il prevalere della cultura che esalta la produttività, la prestazione, la forma, l’aspetto esteriore, e che produce ideologie giovaniliste”… (Annamaria Rivera, il manifesto 7.11.2013).

https://ilmanifesto.it/si-chiama-ageismo-e-la-forma-del-razzismo-contro-i-vecchi/

In conclusione, sulla specificità della vecchiaia femminile (tema trattato nel bel libro di Francesca Rigotti De Senectute, Einaudi, 2018*), abbiamo preso spunto da un articolo di Simona Cuomo intitolato Perché la vecchiaia è più difficile per le donne, in cui scrive: “Con l’invecchiamento le donne devono affrontare non solo alcune condizioni inevitabili nel ciclo di vita di ogni essere umano (come per esempio l'indebolimento delle forze e della salute, lo scemare della memoria ecc.), ma qualcosa in più. Invecchiando, le donne subiscono lo stigma del decadimento fisico che le rende socialmente meno belle e desiderabili e professionalmente meno pronte per dei passaggi di ruolo e di responsabilità. Mentre è ancora diffusa la convinzione che gli uomini con l'età possano acquistare fascino e interesse, nelle conversazioni sono frequenti frasi come «è ancora una bella donna», «sembra più giovane»: espressioni che segnalano come la norma sociale di riferimento per la reputazione e la considerazione sociale e professionale delle donne sia la «bellezza della gioventù». La dittatura della bellezza, secondo i canoni estetici della gioventù, diffusa e incoraggiata dai mass media e dal web, travolge tutti, uomini e donne, vecchi e giovani, ma sembra condizionare soprattutto le donne più anziane. Il rispetto di certi modelli e canoni estetici viene sottilmente imposto come condizione indispensabile per il successo. E il bisogno di aderire a tale modello, contravvenendo alla propria identità fisica e psichica, è tale da rendere sempre più ricco il mercato dei prodotti di bellezza e della chirurgia estetica” (Simona Cuomo, e&m PLUS, 13/11/2019).

https://emplus.egeaonline.it/it/31/articolo-3/1014/perche-la-vecchiaia-e-piu-difficile-per-le-donne

* https://www.einaudi.it/catalogo-libri/filosofia/filosofia-contemporanea/de-senectute-francesca-rigotti-9788806231101/

13.01.2020 – L'educazione per abbattere gli stereotipi
L’incontro è stato dedicato al tema L’educazione per abbattere gli stereotipi. Nella sua introduzione Sonja C. ha sottolineato come  in ogni azione sia importante avere la consapevolezza del contesto in cui si agisce come pure ricordare il filo che ci lega a coloro che ci hanno precedute.
Altri aspetti rilevanti sono il fatto che gli stereotipi possono essere modificati nel bene e nel male e che le donne hanno sempre educato ed educano ad ogni età, come mamme e nonne.
Dopo una breve sintesi sulla storia dell’istruzione delle ragazze - e quindi sul modello di donna richiesto dalla società dall’Antica Grecia fino alla Svizzera all’inizio del XX.mo secolo - vi è stato uno scambio di riflessioni ed esperienze come pure di interrogativi su quanto è stato fatto da noi stesse, su cosa è cambiato in noi, come abbiamo educato e come siamo state educate.
E’ stata sottolineata la convinzione che un’educazione attenta alle ragazze comporta parimenti un’educazione per i ragazzi e soprattutto dovrebbe permettere loro di liberarsi dalla gabbia del maschilismo e dai comportamenti che ne derivano.
Sono stati tracciati alcuni progetti a breve e a lungo termine.
Dapprima ci si confronterà in modo articolato, attraverso domande, sulla nostra esperienza personale.
In seguito, si pensa di approfondire il percorso in questi ultimi decenni della pedagogia dell’educazione di genere, cercando inoltre di costruire un bagaglio di conoscenze sull’educazione formale a scuola e sulla letteratura in generale per giovani.
Questo per individuare l’immagine di donna veicolato in età di AvaEva. Il percorso sarà costruito assieme e quindi va inteso come un processo dinamico.

Si è inoltre deciso di continuare l’attività del gruppo Valori alternando momenti dedicati a letture proposte e presentate dalle partecipanti, alla discussione di contenuti elaborati dal gruppo Educazione di genere e procedendo nel contempo all’elaborazione delle interviste effettuate con le giovani.

16.12.2019 – Colazione con AvaEva
Anche quest’anno si è svolto a Lugano il tradizionale incontro informale pre-natalizio delle partecipanti al gruppo.

02.12.2019 – Lettura e discussione testi
Nell’ambito della lettura e discussione di testi di attualità (vedi incontro 30/9/2019), è stato presentato (Norma B.) e discusso un articolo pubblicato su Azione (11.11.2019, p.3, vedi pdf) intitolato “La rabbia utile”. L’interessante discussione ha toccato tra vari altri gli aspetti seguenti:

  • l’espressione della rabbia è tabu per le donne
  • la rabbia negata implode e si trasforma in depressione
  • la gestione della rabbia per le donne è “una questione privata”, anche quando è legata a temi collettivi-  
  • la rabbia femminile può essere trasformativa

11.11.2019 – Educazione di genere
Mentre proseguono i lavori di trascrizione delle interviste effettuate con donne della generazione delle nostre figlie, Sonja C. e alcune altre donne interessate hanno proposto un nuovo filone di approfondimento legato al tema “Educazione di genere”, preparando una bozza di progetto da presentare al gruppo e al Comitato di AvaEva.
Nel corso dell’incontro dell’11 novembre Sonja C. ha presentato la bozza e si è discusso di come integrare gli aspetti e gli obiettivi più legati a questo tema specifico con quelli relativi alle interviste in elaborazione.
Il gruppo sull’educazione, per motivi organizzativi, si riunirà sia separatamente (anche a Bellinzona), sia il lunedì nell’ambito del gruppo Valori, perché uno dei primi testi letti insieme durante la fase di approfondimento era stato "Dalla parte delle bambine” di Elena Gianini Belotti (presentato da Mara K.) e nel nostro percorso gli interrogativi su educazione, stereotipi, e le loro conseguenze ci hanno toccato più volte, anche come nonne e come donne della generazione delle nonne.

30.09.2019 – Ripresa delle attività dopo la pausa estiva
Durante l’incontro del 30 settembre, dopo alcuni aggiornamenti sulle prossime scadenze dell’associazione AvaEva, abbiamo ripreso le attività riguardanti le nostre interviste intergenerazionali, che hanno coinvolto finora una quindicina di donne dell’età delle figlie delle partecipanti al gruppo (quindi circa dai 30 ai 50 anni). Si è deciso in questa fase di iniziare l’analisi con questa fascia, inserendo poi eventualmente altre più giovani in un secondo tempo. Una prima lettura comune di alcuni brani ha dato spunto a un'interessante discussione sulle piste da seguire. Vi sono ancora alcune interviste da fare e trascrivere, poi Anita e Norma inizieranno una lettura e analisi più sistematica.
Nel frattempo verranno letti e discussi alcuni articoli riguardanti temi più generali come il “Femminismo per il 99%" e “Femminismo ed ecologia” e si discuterà in che forma approfondire il tema "Educazione di genere” (Sonia) che era stato trattato nel percorso iniziale del gruppo.
 

06.05.2019 – Preparazione dello sciopero
L’incontro è stato dedicato alla presentazione reciproca della nuova coordinatrice del Movimento AvaEva e delle partecipanti al gruppo, in relazione alle proprie attività nel Movimento Ava Eva e nel gruppo Valori intergenerazionali.
Si è poi discusso della preparazione dello sciopero del 14 giugno 2019 e della partecipazione di Ava Eva. Si pensa in particolare di essere presenti nelle diverse località e in seguito alla manifestazione di Belinzona con il nostro volantino La volontà di cambiare il mondo non ha età, nel quale vengono sottolineati aspetti specifici del Manifesto dello sciopero, relativi in particolare alla situazione delle donne in età di AvaEva.

 11.02.2019 e 11.03.2019 – Il Manifesto e il volantino di AvaEva
Questi due incontri sono stati principalmente dedicati alla discussione dei 19 punti del Manifesto per lo sciopero del 14 giugno, in vista della preparazione dell’atelier “Sciopero” durante la Tavola rotonda del 21 marzo 2019 e della redazione di un volantino dedicato ai temi che più ci coinvolgono come donne della generazione di AvaEva. La discussione è stata molto ricca, anche se i vari aspetti hanno poi dovuto essere sintetizzati nel testo per motivi di spazio.
Il volantino sarà distribuito nei prossimi due mesi e durante la giornata del 14 giugno.

14.01.2019 – Temi vari
- Aggiornamento sullo sviluppo delle interviste con donne della generazione delle nostre figlie. Presentazione di una sintesi delle schede informative sulle interviste già realizzate e discussione sul proseguimento.
- Sciopero delle donne del 14 giugno 2019. Informazioni e coinvolgimento di AvaEva.
- Informazione sulla pubblicazione del nuovo opuscolo del 2Observatoire di Ginevra Le ballon de Manon et la corde à sauter de Noé. Guide pour prévenir les discriminations et les violences de genre. Ribadiamo che sarà un tema da approfondire nel gruppo.
- Informazioni e discussione sulle attività di AvaEva: comitato allargato (28 gennaio 2019), assemblea e Tavola rotonda (21 marzo 2019), rinnovo del comitato, ricerca di una coordinatrice.

2018

10.12.2018 – Colazione con AvaEva
Incontro informale pre-natalizio che ha permesso anche uno scambio di vedute sul proprio impegno e le proprie attività nell’ambito della partecipazione ad Ava Eva.

24.09.2018 e 12.11.2018 – Interviste alle giovani sui valori: preliminari
I due incontri hanno segnato l’inizio di una nuova fase dell’attività del gruppo: sono stati dedicati a una prima discussione e successiva analisi approfondita comune di una bozza di Traccia per le interviste con giovani donne elaborata durante l’estate e a una formazione con presentazione Powerpoint sul tema delle interviste qualitative (definizione, metodo, conduzione).
Sulla base del tipo di campionamento deciso, è stata elaborata una prima lista di possibili intervistate e molto tempo è stato dedicato all’adattamento dell’Introduzione e della Traccia, come pure alla valutazione delle prime esperienze.

08.06.2018 – Una riflessione
Dopo l’animazione dell’atelier Femminismo ieri e oggi alla Tavola Rotonda di AvaEva del 26 aprile 2018, durante il quale le partecipanti hanno condiviso le proprie esperienze sulla base di una traccia intitolata Femminismo ieri e oggi: raccontaci le tue esperienze e idee!, si è deciso di inviare la traccia anche a tutte le socie e ad altre donne in contatto con AvaEva. La domanda che ci siamo poste e che ti poniamo è:
Il femminismo: l’abbiamo vissuto, direttamente o indirettamente, ha avuto un’influenza nelle nostre storie di vita e soprattutto vi sono aspetti che riteniamo ancora attuali per noi e per le generazioni delle nostre figlie e nipoti?
Poiché ci rendiamo conto che le esperienze sono molto diversificate, sarebbe interessante e arricchente ricevere le testimonianze di altre donne della nostra generazione. Per questo motivo se sei interessata ti invitiamo a richiedere la traccia femminismo ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (tel.079 637 76 88) oppure a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

16.04.2018 – Riflessione sui temi del '68 e la loro rilevanza attuale
Quale preparazione dell’animazione di un gruppo di lavoro alla Tavola rotonda di Ava Eva del 26 aprile riprendiamo il tema dell' incontro precedente, di grande attualità 50 anni dopo il '68. Il femminismo: l’abbiamo vissuto, direttamente o indirettamente, ha avuto un’influenza nelle nostre storie di vita e soprattutto vi sono aspetti che riteniamo ancora attuali per noi e per le generazioni delle nostre figlie e nipoti?

26.02.2018 – Il femminismo, vissuto e significato
L’incontro si è sviluppato sulla base di una traccia sviluppata dalla coordinatrice con domande sulle proprie esperienze negli anni ’70-’80, sia dirette sia per aver vissuto in quel periodo di grandi cambiamenti, ma anche su quanto e come i valori del femminismo siano ancora attuali. Dopo la discussione, alcune partecipanti hanno anche contribuito con un testo scritto.

22.01.2018 – Il ruolo delle nonne nell’educazione delle/dei nipoti
All’incontro hanno partecipato l’équipe di Falò e la giornalista Francesca Luvini che sta realizzando un servizio sui nonni di oggi (AAA nonni cercansi, del 7.2.18), sulla loro disponibilità a occuparsi dei nipoti e sul loro contributo “nascosto” all’economia.
Abbiamo affrontato il ruolo delle nonne nell’educazione dei/delle nipoti, partendo da due elementi. Da un lato, alcune affermazioni citate nel verbale dell’incontro di dicembre; d’altro lato alcuni libri recenti sui nonni/e, tra cui: Roberto Gilardi. Nonni in regola. Come valorizzare il ruolo di nonni nel delicato equilibrio tra figli e nipoti, Franco Angeli, 2017.  
Si ritiene che i nonni non debbano interferire nelle scelte educative dei genitori e non fare confronti, ma piuttosto raccontare della propria vita e delle esperienze fatte. Tuttavia nel caso i genitori siano assenti (malattia,…) è dovere dei nonni educare i nipoti, devono esserci e prendere in mano la situazione.
Nel raccontare della propria vita non deve esserci una censura ed è giusto e corretto parlare anche dell’esperienza femminista.
Per quanto riguarda casi concreti di scelta di giocattoli, vestiti, ruoli all’interno della famiglia, ecc., prevale la scelta di limitarsi a mostrare che esistono un’altra realtà e un altro punto di vista rispetto a quelli veicolati dalle pubblicità.
Anche quando i nipoti vivono lontano, e non c’è continuità di presenza, il legame con i e le nipoti può essere molto stretto. In altri casi invece vi sono grandi difficoltà che mostrano come sia difficile accettare un atteggiamento culturale diverso dal proprio.
Si conclude tornando sul tema della disponibilità come nonne, dell’importanza di stabilire delle regole chiare anche se non rigide e di non dover essere a tutti i costi sempre delle “super-nonne”.

2017

18.12.2017 – "Maschilismo is back"
La discussione ha preso spunto da un dossier apparso sull’Espresso del 19 luglio 2017 intitolato "Rapporto sulla sottomissione – Maschilismo is back" a cura di giornaliste e sociologhe (Valeria Parrella, Natalia Aspesi, Chiara Saraceno, Gayatri Spivak, Federica Bianchi).
Cos’è rimasto del femminismo del '68, degli ideali e delle lotte fatte dalle donne?
Qualcosa nell’atteggiamento culturale, come la libertà sessuale, un maggior coinvolgimento dei padri nell’educazione dei figli, nella ripartizione dei compiti nella coppia… , ma dal punto di vista della politica una parte delle rivendicazioni portate avanti – come la parità salariale, di carriera, la denuncia delle molestie sulle donne – sono solo in parte (o “teoricamente) acquisite, mentre altre vengono messe in discussione.
In riferimento a una domanda sul sessismo così diffuso da risultare normalità, la sociologa Chiara Saraceno risponde: "Esattamente. E se nella sensibilità comune gesti così finiscono per essere accettati, sa cosa succede ? Che chi, come me, per tutta una vita si è battuta contro le discriminazioni, finisce per tacere. Mi succede sempre più spesso: rimango zitta, mi autocensuro, perché alla fine continuare a battersi contro gli stereotipi stanca davvero."
Ci si chiede se l’ondata di denunce di molestie sessuali di questi tempi porterà a un cambiamento nella società? Inoltre qualcosa si sta muovendo, se si considerano le grandi manifestazioni di donne contro il femminicidio e la violenza.
Per quanto riguarda la nostra generazione, si ribadisce l’importanza della presenza dei nonni e delle nonne che deve essere visibile e che non devono dimissionare, poiché il comportamento vale più di mille parole. Le nonne e i nonni con il loro esempio hanno un ruolo fondamentale nell’educazione dei/delle nipoti alla parità di genere. Si sottolinea anche l'importanza di raccontare alle nuove generazioni le nostre esperienze di vita. Raccontare di sé, delle lotte fatte e di come è cambiata la società, poiché se manca la memoria storica e una visione per il futuro nella società crescono le paure e l’individualismo. 

13.10.2017 – Infanzia-educazione
L’incontro ha permesso uno scambio di opinioni sugli obiettivi a medio e lungo termine del gruppo "Valori", e più in generale su come sia possibile, come gruppo e come Movimento AvaEva, far sentire la propria voce anche all’esterno dell'associazione. È stata sottolineata l’importanza di chiarire innanzitutto in un gruppo più ristretto il significato di alcuni valori relativi ai rapporti di genere, agli stereotipi, all’educazione di bambini e bambine, per poi cercare un confronto con un pubblico più ampio.Tornando al tema specifico della prima infanzia, è stata presentata un’analisi svolta da un Istituto di ricerca e formazione sui rapporti di genere della Svizzera romanda. Tale analisi, basata sull'osservazione di momenti di vita quotidiana nel contesto dell'asilo-nido, ha portato all’elaborazione di una guida per educatrici ed educatori. Si cercherà di verificare se in Ticino esistono e vengono utilizzati strumenti simili e eventualmente valutare una diffusione della guida in lingua francese.
Come sempre sono stati inviati alle partecipanti anche alcuni testi, che vengono raccolti come documentazione del gruppo.

02.10.2017 – Infanzia-educazione
L’incontro è stato dedicato in particolare alla discussione sull’educazione dei maschi, sulla base delle nostre esperienze come mamme e come nonne (o donne della generazione delle nonne) e di alcuni articoli: uno tratto dal blog "Fantastic nonna” curato da Rossella Kohler, un altro del quotidiano La Repubblica dell’agosto 2017 intitolato "Parlate con i bambini come fate con le bambine". Ci è piaciuta la frase della scrittrice nigeriana  Chimamanda Ngozi Adichie "Dobbiamo crescere gli uomini insegnando loro che la vulnerabilità è una cosa positiva, fornire gli strumenti e il linguaggio per permettergli di esprimere sentimenti” (Voglio uomini che piangono, La Lettura, Corriere della Sera, 3.9.2017).
Il tema dell’educazione dei maschi e delle bambine è strettamente legato al tema delle differenze e degli stereotipi, ma anche dei cambiamenti in atto, che osserviamo nei giochi, nelle storie, al cinema e nelle trasmissioni televisive dedicate alla prima infanzia e all’adolescenza, di cui avevamo in parte già parlato negli incontri precedenti.